Che cos’è la salvezza escatologica? E voi ne siete in possesso?

Non ricordo di aver mai sentito l’espressione salvezza escatologica quando studiavo al Dallas Theological Seminary, ma negli ultimi trent’anni circa ho notato che tale espressione ricorre sempre più spesso nella letteratura di commento. Anche alcuni pastori la utilizzano.

Allora, cos’è la salvezza escatologica?

La maggior parte dei commentatori e dei teologi definirebbe il termine come «una salvezza futura che garantirà l’accesso al regno di Cristo». Secondo questa lettura, durante il giudizio finale Cristo manderà alcuni nel regno e altri nello stagno di fuoco. Essere mandati nel regno significa ottenere la salvezza escatologica.

Tre sistemi teologici condividono questa interpretazione. Gli arminiani credono che si possa perdere la salvezza attuale, ma che se si persevera nella fede e nelle buone opere fino alla morte, allora si otterrà la salvezza escatologica, che sarà annunciata al giudizio finale. I calvinisti della vecchia scuola credono che perseverare sia la dimostrazione di essere stati veramente salvati in passato, e al giudizio finale si scoprirà di avere effettivamente la salvezza escatologica. I nuovi calvinisti affermano che ora si possiede la salvezza iniziale e si otterrà la salvezza escatologica se si persevera fino alla fine, anche se non si avrà certezze di averla fino al giudizio finale.

Questa interpretazione è terribilmente errata perché non esiste un giudizio finale per i credenti. Il Signore ha promesso che coloro che credono in lui non saranno giudicati riguardo alla vita eterna (Giovanni 5:24). La salvezza di un credente è definitiva ed escatologica nel momento stesso in cui crede per la prima volta in Cristo per avere la vita eterna.

Sapevate che le espressioni “salvezza escatologica” e “salvezza finale” non si trovano nella Bibbia?

L’espressione salvezza eterna ricorre una sola volta, in Eb 5:9, e non si riferisce all’ingresso nel regno di Cristo, ma all’essere scelti per regnare con Cristo come suoi compagni (Eb 1:9). Si noti che in Eb 5:9 egli dona questa salvezza eterna a coloro che gli obbediscono, che contestualmente significa soffrire per lui.

Diversi sono i riferimenti all’essere salvati (tempo presente), ovvero rimanere spiritualmente sani, se perseveriamo nella fede e nelle buone opere (1 Co 1:18; 5:5; 15:2). In altre parole, la Scrittura parla effettivamente di essere “spiritualmente in salute” al Bema se perseveriamo nella fede (cfr. 1 Co 3:15; cfr. 2 Ti 2:12).

Pertanto, sarebbe più accurato dire che la salvezza escatologica si riferisce alle ricompense che saranno distribuite al Tribunale di Cristo. Nessun credente può dubitare del proprio destino eterno a meno che non smetta di credere alla promessa della vita. Naturalmente, poiché la vita eterna è eterna, egli la conserverebbe anche se smettesse di credere. Ma a meno che non si ravveda e torni in comunione con Dio, il credente che si allontana dal Signore perderà il diritto di regnare con Cristo nella vita futura.

Avete la salvezza escatologica? Sì, se si intende questa espressione nel senso di possedere la vita eterna e avere garanzia di entrare nel regno che verrà. No, se la si intende nel senso di avere già il diritto di regnare con lui per sempre quali suoi partner. Quella salvezza escatologica non sarà vostra fino a quando non persevererete fino alla fine della vostra vita.

Concentratevi sulla grazia e non sarete sviati da espressioni quali giudizio finale e salvezza escatologica.

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Bob Wilkin (ThM, PhD, Dallas Theological Seminary) è il Fondatore e Direttore Esecutivo della Grace Evangelical Society e co-presentatore del programma Radio Grace in Focus. Vive a Highland Village, Texas, con sua moglie Sharon. I suoi ultimi libri sono Faith Alone in One Hundred Verses e Turn and Live: The Power of Repentance.

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