Cosa c’è di sbagliato nel calvinismo? Parte 1: La dottrina calvinista della depravazione totale non è biblica

La GES offre un seminario online. Sebbene la formazione sia piuttosto costosa, i nostri donatori coprono le spese relative al corpo docente, agli assistenti didattici e al personale amministrativo. Le lezioni sono gratuite per gli studenti che mantengono una media di almeno B.

A partire da Gennaio, il dott. Tony Badger, autore di Confronting Calvinism, terrà un corso facoltativo di tredici settimane sul calvinismo. I nuovi studenti possono presentare domanda di ammissione alla scuola cliccando qui. Una volta ammessi, riceveranno un’e-mail con l’invito a registrarsi. Se sei uno studente già iscritto, invia semplicemente un’e-mail a: classes@faithalone.org.

Il calvinismo può essere ricordato utilizzando l’acronimo TULIP. In una serie di sei articoli, esaminerò ciascuno dei cinque punti. Ci saranno sei parti perché la P di TULIP sta per due parole.

La T di TULIP sta per Total Depravity (Depravazione Totale). Molti pensano erroneamente che i calvinisti utilizzino questo termine per affermare che siamo tutti peccatori che non raggiungono la gloria di Dio (Rom 3:23). Ma non è questo che i calvinisti intendono.

Essi intendono dire che il nostro intero essere è contaminato dal peccato. Di conseguenza, non siamo in grado di rispondere a Dio. Alcuni usano l’espressione “totale incapacità” per spiegare la T di TULIP.

Un’illustrazione molto usata per spiegare la depravazione totale è quella di un cadavere in fondo a un pozzo. Arrivano i soccorritori, i quali non sanno che la persona è morta. Lanciano giù una corda e le chiedono di legarsela intorno alla vita in modo da poterla tirare in salvo.

Ma i morti non sentono nulla né possono afferrare la corda e legarsela intorno alla vita. È una perdita di tempo parlare ad un morto o lanciargli una corda.

Ciò di cui il morto ha bisogno è di essere riportato in vita.

La T di TULIP significa che la rigenerazione deve precedere la fede.

Il Signore insegna in Giovanni 3:16 che la fede precede la rigenerazione, ma il calvinismo sostiene che ciò sia impossibile alla luce della depravazione totale.

Nel mio libro Is Calvinism Biblical? (Il calvinismo è biblico?) prendo in esame due versetti che confutano la depravazione totale: Giovanni 6:35 e Atti 10:4.

Il Signore Gesù dice: «Io sono il pane della vita. Chi viene a me non avrà più fame, e chi crede in me non avrà mai più sete» (Giovanni 6:35). Egli non dice: «Chi non ha mai fame verrà a me, e chi non ha mai sete crederà in me». Credere in Gesù viene prima di tutto. La fede precede la rigenerazione e la sicurezza eterna.

Cornelio era un centurione timorato di Dio. Adorava in una sinagoga ebraica, sebbene fosse un gentile. Luca ci dice che era «Quest’uomo era pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio assiduamente» (Atti 10:2). Luca dice che Dio mandò un angelo a parlare a Cornelio. L’angelo disse: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, come una ricordanza, davanti a Dio» (Atti 10:4). L’angelo proseguì dicendo al centurione non salvato di mandare a chiamare Simon Pietro (Atti 10:5), il quale «[…] ti parlerà di cose per le quali sarai salvato tu e tutta la tua famiglia» (Atti 11:14).

L’angelo stava parlando a quell’uomo morto in fondo al pozzo, ma l’uomo lo udì! Egli capì e gli rispose. Cornelio mandò tre uomini a chiamare Simon Pietro. E quando quest’ultimo arrivò, Cornelio credette e nacque di nuovo.

La morte spirituale non significa totale incapacità. Non significa che la rigenerazione debba precedere la fede. Significa che al non credente manca la vita di Dio. Questa è la morte spirituale. Ma il non credente può cercare Dio (Matteo 7:7-11; Atti 10:1-8; 17:27; Ebrei 11:6).

Se un non credente è disposto a credere in Cristo, riceverà il messaggio in cui deve credere per sperimentare la nuova nascita. Il Signore Gesù rimproverò alcuni ebrei legalisti dicendo: «Voi investigate le Scritture perché pensate di avere per mezzo di esse vita eterna, ed esse son quelle che rendono testimonianza di me;  eppure non volete venire a me per avere la vita!» (Giovanni 5:39-40).

Notate le parole: «Non volete venire a me per avere la vita». Secondo il calvinismo, i morti non possono avere alcuna volontà di credere in Gesù. Ma il Signore dice il contrario.

Non lasciatevi trarre in inganno dalla T del calvinismo. La teoria della depravazione totale non è biblica.

Concentratevi sulla grazia e non sarete sviati da filosofie non bibliche.

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Bob Wilkin (ThM, PhD, Dallas Theological Seminary) è il Fondatore e Direttore Esecutivo della Grace Evangelical Society e co-presentatore del programma Radio Grace in Focus. Vive a Highland Village, Texas, con sua moglie Sharon. I suoi ultimi libri sono Faith Alone in One Hundred Verses e Turn and Live: The Power of Repentance.

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