Le opere cattive dei credenti saranno giudicate al Bema?

Ho ricevuto un’e-mail da Andrew Farley in cui pubblicizzava un articolo da lui scritto intitolato: “Are Christians judged for their sins?” (“I cristiani vengono giudicati per i loro peccati?”) (si veda qui).

Apprezzo il fatto che egli esalti la grazia di Dio e il carattere gratuito della vita eterna.i Tuttavia, le sue osservazioni in questo articolo non riflettono accuratamente ciò che la Scrittura insegna riguardo al Bema.

Egli afferma che «i cristiani non dovranno affrontare alcun giudizio per i propri peccati». Aggiunge che i cristiani non saranno giudicati per le loro cattive azioni. Ha una concezione particolare di 2 Co 5:10, dove si legge: «Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male». Egli interpreta l’espressione “noi tutti” come riferita all’intera umanità. Egli considera il “bene” come un riferimento alle opere dei credenti e il “male” alle opere dei non credenti. Secondo lui, i credenti non avranno opere cattive e i non credenti non avranno opere buone.

Nell’articolo, afferma che ci sarà un solo giudizio escatologico e che sia i credenti che i non credenti vi saranno giudicati. Ma poi, nel paragrafo conclusivo, dice: «Un credente non deve preoccuparsi di essere giudicato da Dio». Suppongo che intenda dire che un credente sarà giudicato in base alle sue opere, ma poiché saranno giudicate solo le opere buone, non ha nulla di cui preoccuparsi.

La sua interpretazione delle Scritture non regge ad un esame approfondito. Ci sono almeno tre difetti principali nella sua interpretazione.

In primo luogo, “noi tutti” in 2 Co 5:10 si riferisce alle persone di cui Paolo ha parlato nei nove versetti precedenti. Stava parlando di coloro che riceveranno corpi glorificati: «Sappiamo infatti che se questa tenda, che è la nostra dimora terrena, viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d’uomo, eterna, nei cieli. Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste» (5:1–2). I non credenti non riceveranno corpi glorificati. Pertanto, “noi tutti” in 2 Co 5:10 si riferisce esclusivamente ai credenti.

In secondo luogo, Luca 19:11-27 mostra che alcuni credenti riceveranno lodi («Bene, servo buono») e autorità su dieci città (Luca 19:17); altri non verranno affatto elogiati, ma sarà concessa loro autorità su cinque città (Luca 19:19); e ad altri ancora verrà rivolto un rimprovero («servo malvagio») e non sarà concessa loro autorità su nessuna città (Luca 19:20-26), ma entreranno comunque nel regno. Non saranno uccisi (non subiranno la seconda morte di Apocalisse 20:11-15) insieme ai non credenti (Luca 19:27). Anche se si considerassero solo le opere buone, il giudizio non sarà piacevole per alcuni credenti. Tuttavia, 2 Co 5:10 indica che tutte le opere dei credenti saranno giudicate, sia quelle buone che quelle cattive. Sebbene le opere malvagie non saranno giudicate in quanto peccati, saranno comunque giudicate in quanto opere.

In terzo luogo, l’apostolo Giovanni chiarisce che se i figli di Dio non dimorano in lui in questa vita allora, al suo ritorno, ci ritireremo da lui per la vergogna (1 Giovanni 2:28). Il Signore Gesù è stato il primo a dirlo: al Bema si vergognerà di chiunque oggi (durante la propria vita terrena) si vergogni di lui (Marco 8:38).

Farley nega sostanzialmente la dottrina biblica della responsabilità. Tutti raccoglieremo ciò che avremo seminato in questa vita (Ga 6:7-9).

Concentratevi sulla grazia e desidererete ardentemente il prossimo ritorno del Signore e la sua approvazione.

i Purtroppo, ciò che bisogna fare per ricevere la vita eterna non è sempre chiaro nei suoi insegnamenti. Egli afferma, ad esempio, che 1 Giovanni 1:9  è un versetto sulla salvezza. Dice che siamo salvati confessando di essere peccatori. Ma in 1 Giovanni 1:9 non vi è alcun riferimento al credere in Gesù per avere la vita eterna che non può essere persa.

_______

Bob Wilkin (ThM, PhD, Dallas Theological Seminary) è il Fondatore e Direttore Esecutivo della Grace Evangelical Society e co-presentatore del programma Radio Grace in Focus. Vive a Highland Village, Texas, con sua moglie Sharon. I suoi ultimi libri sono Faith Alone in One Hundred Verses e Turn and Live: The Power of Repentance.

Get Grace in Focus in your inbox

Share
Post
Email