Gesù ha pagato il prezzo dei nostri peccati? Parte 1

Il giorno seguente, Giovanni vide Gesú che veniva verso di lui e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! (Giovanni 1:29).

Gesù, versando il proprio sangue per noi, ha pagato il prezzo dei nostri peccati?

Ho sentito predicatori e teologi dirlo centinaia di volte. E anche voi. Ma è vero?

Un versetto chiave spesso citato è Giovanni 1:29 (si veda sopra). Ma Giovanni 1:29 dice qualcosa riguardo alla punizione per i nostri peccati? No. Rimuovere il peccato non è lo stesso che rimuovere la punizione.

Raymond Brown commenta, in merito alla parola peccato al singolare: «il singolare si riferisce a una condizione peccaminosa», mentre la parola al plurale, peccati, «si riferisce ad atti peccaminosi» (John I-XII, p. 56).

Con la sua morte sulla croce, Gesù ha rimosso la nostra condizione di peccatori, nel senso che ha rimosso il peccato come barriera tra noi e Dio (cfr. 1 Giovanni 2:2).

Naturalmente, è impossibile leggere la Bibbia e concludere che non vi sia alcuna punizione per i nostri peccati. La punizione per l’omicidio è la morte, che siate credenti oppure no. Sappiamo che «il salario del peccato è la morte» (Romani 6:23). Moriamo perché pecchiamo (si veda Genesi 5 e l’espressione «e morì»).

Pensate a Nadab e Abihu in Levitico 10. Il Signore li uccise perché offrirono un fuoco sconosciuto. Pensate ad Anania e Saffira in Atti 5. Il Signore li uccise perché mentirono sul ricavato ottenuto dalla vendita di un terreno.

Paolo disse in 1 Co 11:30 che, poiché i credenti di Corinto trattavano la Cena del Signore in modo irriverente – addirittura ubriacandosi – alcuni di loro si ammalavano e altri morivano.

Leggete 2 Samuele. I capitoli 1-10 parlano dell’ascesa di Davide. Tutto andava per il meglio, anno dopo anno. Poi Davide commise adulterio e omicidio. Dopo essere stato confrontato dal profeta Natan, confessò i suoi peccati e Dio lo perdonò. Dio non gli tolse la vita come dettava la legge, ma seguirono molte punizioni. Il suo primo figlio, avuto da Betsabea, morì. Absalom si ribellò, per poi morire. Gli ultimi dodici capitoli di 2 Samuele raccontano del declino di Davide.

Molti pensano erroneamente che sia il peccato a separarci da Dio. Ma il punto di Giovanni 1:29 è che il peccato non ci separa più da Dio. Con il suo sangue versato, il Signore Gesù ha rimosso quella barriera.

Allora, cosa ci separa da Dio, se non i nostri peccati?

Siamo spiritualmente morti senza la fede in Cristo. Ci manca la sua vita. Ciò che ci separa da Dio è la nostra morte spirituale, non i nostri peccati. Il problema nell’evangelizzazione non è il nostro peccato. I nostri peccati non rappresentano più una barriera. Il problema è che siamo morti e abbiamo bisogno di vita. Si veda Giovanni 3:14-18; 5:24; 6:47; 11:25-27; 20:31; Ef 2:1-5 (“Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati…”).

La parola «pena/condanna» ricorre due volte nella NR06. Numeri 35:30 si riferisce alla pena di morte. Ezechiele 23:35 dice: «Perciò così parla il Signore, Dio: “Poiché tu mi hai dimenticato e mi hai buttato dietro alle spalle, porta dunque anche tu la pena della tua scelleratezza e delle tue prostituzioni». Similmente, in Romani 1:27 si parla di uomini omosessuali che ricevono «la ricompensa del proprio traviamento».

La parola «pagato» ricorre solo quattro volte nel Nuovo Testamento e non si riferisce mai al fatto che Gesù abbia pagato per i nostri peccati (Matteo 5:26; Luca 12:59; Ebrei 7:9). La parola «pagare» ricorre sedici volte nel Nuovo Testamento e non si riferisce mai al fatto che Gesù abbia pagato per i nostri peccati. Tutte e sedici le occorrenze si riferiscono a persone che pagano qualcosa (un debito, le tasse, delle spese).

Perché è importante? Perché raccogliamo ciò che seminiamo, sia in questa vita che nella vita a venire (in termini di ricompense al Bema). Se pensiamo erroneamente di poter peccare impunemente, faremo un grande danno. La grazia non è una licenza per peccare. Il peccato ha il suo prezzo. Si veda Giacomo 1:15.

Oltre a Giovanni 1:29, quali passi delle Scritture vengono utilizzati per insegnare che Gesù ha pagato il prezzo per i nostri peccati? Nella seconda parte, esaminerò altri tre testi comunemente citati e mostrerò perché anche questi non insegnano che Gesù abbia rimosso il castigo per i nostri peccati.

Mantenete l’attenzione sulla grazia e desidererete ardentemente l’imminente ritorno di Cristo, e che vi dica: «Bene, buono e fedele servo».

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Bob Wilkin (ThM, PhD, Dallas Theological Seminary) è il Fondatore e Direttore Esecutivo della Grace Evangelical Society e co-presentatore del programma Radio Grace in Focus. Vive a Highland Village, Texas, con sua moglie Sharon. I suoi ultimi libri sono Faith Alone in One Hundred Verses e Turn and Live: The Power of Repentance.

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